"... Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso."
Primo Levi, Se questo è un uomo
ABITO DA SPOSA
E’ il vestito che Gemiglia indossava al suo matrimonio. E' il vestito che la figlia di Gemiglia indossava al suo matrimonio. E’ il vestito che la figlia di ... non indosserà al suo matrimonio. Lo abbiamo raccolto come segno tangibile dello strappo violento che questi avvenimenti creano nella storia di una famiglia, di un clan, di un popolo.
"Stavo filmando e, nel momento in cui ho capito che la signora voleva che portassimo l’abito con noi, ne sono rimasta molto colpita: si stava separando da un oggetto molto importante che faceva parte del suo passato. Da quel momento non me ne sono più separata, l’ho sempre portato con me perché non venisse appoggiato ovunque e magari sporcato, per dare il massimo valore a quel gesto."
SCACCHIERA
"Ero stato a casa di Bajram tante volte, la prima casa che avevo notato al campo in quanto casa, non una baracca come le altre, ma una casa grande, alta, con un grande tetto, una ampia veranda, delle stanze grandi. Tante volte sono arrivato e ho trovato Bajram in veranda che giocava a domino o a scacchi su quella scacchiera, per ingannare il tempo, per giocare. Sono stato a casa di Bajram il giorno prima che la buttassero giù, con Cristina e nostro figlio Giovanni. La moglie di Bajram stava facendo le valigie, stava lasciando tutto lì, letti, la cristalliera, quadri, cucina, stufe. Ho trovato la scacchiera sotto le assi di legno sfasciate. L’ho riconosciuta e l’ho ridata a Denis, suo figlio, nel campo di Roman River dove ora li hanno parcheggiati. Impossibile descrivere a parole la sua faccia."
TOVAGLIA
Questa tovaglia è fatta a mano, viene dal loro paese ed è tipica della loro cultura. Viene usata per decorare le case: quello che può sembrare un piccolo gesto come appendere alle pareti una stola ricamata diventa una profonda ricerca di non perdere le proprie tradizioni e tenersi saldi a una propria identità culturale.
SGABELLO
"Era sopra una cancellata, lontano dal terreno. L’ho preso perché è un oggetto fatto a mano e lo vedo come un segno che c’è vitalità e voglia di fare."
ALTALENA
"Era arrotolata su se stessa, lontana dal terreno fangoso. E’ ricavata da dei fili di ferro intrecciati e un pezzo di plastica che fa da sedile. Come lo sgabello, anche questo è un oggetto fatto a mano che fa pensare alla creatività e al fatto che, anche se non nelle condizioni migliori, si sia cercato comunque di dare una visione più leggera ai bambini."
SPILLA
"Anche questo è un oggetto appartiene a Gemiglia. Ci ha spiegato che viene usata per i pantaloni lunghi tipici delle donne Rom."
DISCO
"L’ho preso sul sentiero che attraversa il cuore del campo e della comunità. Mi tocca molto il pensiero che in questa realtà così difficile, durante la giornata, qualcuno abbia vissuto un momento di evasione tra le note di questo disco."
PORTAFOGLIO
"Ho recentemente studiato Primo Levi, che descrive i campi di concentramento e la condizione delle donne deportate, che hanno perso i capelli, i seni, il loro calore e sono descritte come “rane in inverno”. Accanto a questo portafoglio c’erano dei bracciali e altri monili in plastica: questo mi ha trasmesso una sensazione positiva perché vuol dire che la femminilità in questo campo non è morta, che le donne continuano ad avere la forza di alzarsi e indossare un sorriso e i loro orecchini."
SETACCIO PER FARINA
"Mia nonna ha qualcosa di simile in cucina. L’ho preso perché è un oggetto della cucina che ricorda la quotidianità, l’umanità del gesto legato alla genuinità e al calore delle torte fatte in casa."
ASTUCCIO
"L’ho visto per terra con la scritta “peace and love” fatta da un bambino. Mi ha fatto tenerezza."
PALLA
"Ho pensato al suo passato: a quanti bambini sarà appartenuta, di quali giochi sarà stata protagonista. Una palla abbandonata nel fango diventa come una fotografia in bianco e nero che ha il sapore della nostalgia di qualcosa perduto."
NANO IN PLASTICA
"Non era il primo che vedevo in giro per il campo, ne avrò visti altri sei o sette: l’ho trovata una cosa abbastanza singolare, e mi ha riportato alla mente l’immagine di un vero giardino di una vera casa."
TESTA DI LEONE
"E' interessante vedere come anche in condizioni fatiscenti si usino oggetti per decorare gli ambienti, e attraverso questi oggetti cercare un proprio spazio e una propria dimensione."
CASSETTA
"Si trovava sotto un grosso contenitore di rifiuti. Mi ha colpito il contrasto della realtà che mi circondava con la scritta “fascismo”, in un luogo che, sebbene lontano dagli orrori dei campi di concentramento, sembra ne respiri ancora il ricordo quantomeno per la mancanza di dignità nel quale queste persone vivono."













